EMDR, una terapia per guarire dal trauma psicologico.

Quando un trauma rimane irrisolto, diventa parte di un circolo vizioso di emozioni, pensieri e sensazioni corporee disturbanti.

L’EMDR è una metodologia psicoterapeutica per il trattamento dei problemi emotivi causati da eventi traumatici.

Il nome sta per sta per Eye Movement Desensitization and Reprocessing: ovvero desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari.

Utilizzato inoltre per alleviare l’ansia da prestazione, rafforza la funzionalità delle persone sul lavoro, nello sport e nello spettacolo.

L’EMDR offre a molti pazienti un sollievo più rapido ai disturbi emotivi rispetto alle psicoterapie convenzionali. E’ un metodo complesso che unisce elementi originari di orientamenti teorici clinici consolidati, tra cui quelli propri della scuola psicodinamica, cognitivo-comportamentale, ed incentrata sul cliente.

E’ un approccio incentrato sul paziente, che permette al terapeuta di facilitare la mobilitazione del suo meccanismo di auto guarigione, stimolando un sistema innato di elaborazione delle informazioni insito nel proprio cervello. L’EMDR sembra avere un effetto diretto sulla modalità di funzionamento del cervello.

L’obiettivo è l’elaborazione rapida delle informazioni relative all’esperienza negativa da parte del paziente, fino ad una sua “risoluzione adattiva”. Durante l’EMDR il paziente può provare emozioni intense, ma al termine della seduta, la maggior parte delle persone riferisce una notevole riduzione nel livello di disturbo associato all’esperienza traumatica.

 

Cosa si intende per trauma psicologico?
Sono state date molte definizioni di Trauma Psicologico nel corso della storia, ma cosa si intende davvero con questo termine? Ci può venire in aiuto l’etimologia stessa della parola, che deriva dal greco e che vuol dire “ferita”. Il trauma psicologico, dunque, può essere definito come una “ferita dell’anima”, come qualcosa che rompe il consueto modo di vivere e vedere il mondo e che ha un impatto negativo sulla persona che lo vive.

Esistono diverse forme di esperienze potenzialmente traumatiche a cui può andare incontro una persona nel corso della vita. Esistono i “piccoli traumi” o “t”, ovvero quelle esperienze soggettivamente disturbanti che sono caratterizzate da una percezione di pericolo non particolarmente intesa. Si possono includere in questa categoria eventi come un’umiliazione subita o delle interazioni brusche con delle persone significative durante l’infanzia. Accanto a questi traumi di piccola entità si collocano i traumi T, ovvero tutti quegli eventi che portano alla morte o che minacciano l’integrità fisica propria o delle persone care. A questa categoria appartengono eventi di grande portata, come ad esempio disastri naturali, abusi, incidenti etc.

Nonostante gli eventi sopra descritti riferiti alle due tipologie di trauma siano molto differenti, la ricerca scientifica ha dimostrato che le persone reagiscono, dal punto di vista emotivo, mostrando gli stessi sintomi.

 




 

 

 

 

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